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I danni incalcolabili dell'ideologia femminista

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Category: il punto
Published: 16 March 2012
Hits: 4960
mask-clonazioneIl pronunciamento della Cassazione di ieri inerente le unioni omosessuali dice sostanzialmente "che le coppie gay hanno diritto comunque a vivere la “vita famigliare” e in specifiche situazioni hanno “diritto a un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”... e  che "è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio”. E invita il Parlamento a “individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni" omosessuali, "restando riservata alla Corte costituzionale la possibilità di intervenire a tutela di specifiche situazioni". (Riccardo Cascioli su la Bussola Quotidiana http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-giustizia-gay-4809.htm ).

L'autore dell'articolo della Bussola Quotidiana, aggiunge "Certo non sorprende molto questa uscita della Cassazione, visto che a firmare la sentenza è stata Maria Gabriella Luccioli, già nota per la sentenza che spianò la strada alla eliminazione di Eluana Englaro, ma anche per altre sentenze mirate a riscrivere il diritto di famiglia, secondo i princìpi dettati dalla cultura vetero-femminista.
Per cui la domanda che ci si deve fare è se è più possibile tollerare che singoli giudici riscrivano le leggi a proprio piacimento anziché applicarle per quel che sono. E’ davvero preoccupante il futuro di un paese dove un potere prende il sopravvento sugli altri e in più gode di una immunità e di una impunità assoluta."

Constatiamo che la nostra vita politica non solo non ci ha cautelato da una crisi economica annunciata ma viene distratta da questioni che, pur importanti, sono secondarie davanti alla deriva etica in atto voluta da coloro che hanno stravolto e scippato il concetto di Europa dei Padri Fondatori. E nel contempo hanno desiderio di depauperare totalmente la volontà dei Padri Costituenti italiani; affossare il diritto naturale. Negare la morale naturale e creare un sistema etico iniquo e contrario al bene dell'uomo in nome dell'ideologia. E' il solito e ripetitivo problema della Torre di Babele. L'uomo vuole dar-si un nome da sé. E' il culto del "sé" e dell'autodeterminazione.
Auspichiamo una presenza poltica che sappia non solo fare realmente il bene dei cittadini ma rispettare le istanze fondanti del diritto naturale e della morale naturale.. ma a quanto pare, né al centro sinistra, nè al centro destra si vede qualcuno in grado di rispettare in toto queste caratteristiche. Intanto i ministri che stanno al governo tecnico affiancano a cose buone e di indubbio valore alcune uscite etiche e politiche di pessimo gusto e di pessimo impianto valoriale, a cominciare dalla Ministro Fornero.

La barbarie è in atto e qualcuno la chiama progresso. Ed è barbarie impunita che non viene giudicata da nulla e da nessuno guidata dal relativismo e dalle lobby.

E' la prepotenza che nega la luce della ragione e l'evidenza del reale. Per questo è barbarie.



Staff ZM

L'elogio rivelatore ma tutt'altro che inaspettato

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Written by: Paul Freeman
Category: il punto
Published: 11 March 2012
Hits: 4124
amore-di-cristoDelle posizioni del fratello Enzo Bianchi eravamo a conoscenza. Del suo esser-si costruito un approccio particolarissimo al cristianesimo e al cattolicesimo eravamo ben coscienti. Alcuni suoi lavori di esegesi spirituale alla Parola di Dio sono apprezzabili e noi sappiamo che Dio "usa" anche "l'asina di Balaam" per rivelarsi. Ciascuno di noi infatti pur non dichiarandosi né tradizionalista, né progressista, sa ed è cosciente che è un peccatore, a volte meno degno dell'asina di Balaam di poter parlare e di poter seguire Gesù per Pietro. Non esistono patentini ma esistono criteri ben chiari per giudicare - è guai a chi non lo fa, anzitutto verso se stesso - se si è cattolici o meno, se si è in comunione con Pietro a corrente alternata e secondo convenienza.
Però stupisce che Enzo Bianchi tessa le lodi di Hans Kung (qui) e del suo "Essere cristiani". Del suo ri-fondare un cristianesimo a-cattolico e svincolato dal Magistero e da Pietro.  Del muoversi di Kung come un ricercatore senza "binari" che lo giudicano e che giudicano il suo lavoro senza altri che la sua coscienza, che nel tempo si è sempre più de-cattolicizzata e de-cristianizzata.
Kung è l'espressione vivente di quanto sia erroneo il giudicare senza altro metro che la propria coscienza. Certi fratelli teologi sono l'espressione empirica di quanto il peccato originale ci abbia feriti.
Ciò detto parliamo di dimensioni oggettive e non soggettive. Perché è vero che chiunque, anche il più lontano da Cristo e da Pietro, da un momento all'altro potrebbe diventare un faro di santità e nessuno di noi sa cosa c'è nel sacrario del cuore di un fratello. Solo Dio conosce l'abisso e le sue reali pieghe.
Però nei seminari nessuno si sognerebbe di invitare Kung mentre, in alcuni della nostra Italia, Enzo Bianchi viene ancora invitato a parlare e a fare un "annuncio". E' un bene? Giova ai nostri seminaristi? Giova alle Diocesi? I vescovi ne sono coscienti?
E' qualcosa che vale la pena di chiedersi.

Purtroppo tutti questi residui di pseudo-sessantottismo ecclesiale - a fianco del tradizionalismo e di certo "sedevacantismo" - sono la rovina del cammino cristiano di tante anime della Chiesa e la confusione irresponsabile generata nel popolo di Dio.

Secondo il nostro punto di vista, è proprio il caso che la Chiesa, pur cosciente di queste frangie di approccio, tradizionalismo e progressismo, ormai residuo di un passato di transizione, faccia sua la Parola di Gesù di "lasciare che i morti seppelliscano i loro morti" (Lc. 9, 60) e di guardare in alto e avanti, con Pietro e con tutti i Vescovi in comunione effettiva e affettiva con Lui. Si comunione anche affettiva, non emotiva, non "papista"; ma nel senso autentico che l'affetto in Cristo e per Cristo, dona verso il servo dei servi di Dio e che aiuta la formazione di una retta coscienza cattolica.
Quindi non contro queste posizioni - progressismo e tradizionalismo - che avviliscono la Chiesa, ma oltre, puntando lo sguardo su ciò che realmente piace a Cristo per una corretta nuova evangelizzazione.
Il ripiegarsi, talvolta isterico, su certe questioni teologiche e pastorali, dei progressisti e dei tradizionalisti, inasprisce lo slancio che lo Spirito del Signore desidera dare al camminare spedito e fecondo della Chiesa nel mondo.

Paul Freeman

Festa della donna

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Written by: Francesca
Category: il punto
Published: 07 March 2012
Hits: 4445
giovane-maria8 marzo, Festa della Donna.
C'è poco da festeggiare se la donna non si confronta, non si ritma e non si educa alla luce di Maria di Nazareth.
Una donna "mascolinizzata", una donna in preda al delirio di onnipotenza, una donna persa in problemi irreali, una donna immersa nella sensualità,
una donna che si autodetermina fino a negare il frutto del grembo, ha perso il suo quid, la sua identità, la sua ragione e la sua gioia.
Come Maria... e allora sarà festa.

Francesca

La vera ipocrisia

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Category: il punto
Published: 06 March 2012
Hits: 3872
ipocrisiaCi sono alcuni che per sistemare un danno fatto mettono una toppa che peggiora lo strappo.
E' il caso, stavolta, della giornalista Lucia Annunziata che dopo l'iperbolica, irrispettosa e letteralmente "assurda" sparata su Celentano, i campi di sterminio e gli omosessuali, si pronuncia in maniera irrispettosa verso Lucio Dalla, le sue volontà e le sue intimità e contro la Chiesa Cattolica.
Insomma come si dice a roma "la butta in caciara": sembra dire.. non io, non io sono i contri gay ma la Chiesa Cattolica, guardate il vostro nemico.
Io sono perfettamente allineata.
Purtroppo non solo non è così - perché se c'è una istituzione ed un luogo che ama e ha cura della persona e anche della persona omosessuale è proprio la chiesa cattolica - ma, peggio ancora, cosifica la persona di Lucio Dalla, le sue volontà, le sue scelte e la sua vita - quando Lucio Dalla non può replicare - con un colpo di teatro incivile volto solo a difendere una sua sparata poco intelligente, una errata concezione della persona, una ignoranza crassa ed ideologica sulla pastorale e l'annuncio della Chiesa Cattolica.
Ma tutti possiamo sbagliare. E tutti, pur essendo intelligenti e navigati, possiamo commettere o dire qualche sciocchezza.
Questa è la vera ipocrisia, non chiamare per nome la propria stupidità e non saper chiedere scusa.


Qui un filmato di Radio Londra, di Giuliano Ferrara


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