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Amnesty International: ideologia laicista

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Category: il punto
Published: 15 September 2010
Hits: 3431
Non siamo certo manichei, qualcosa di buono Amnesty International lo fa.
Ma quando spara strafalcioni etici e politici del genere contro la Chiesa Cattolica nell'imminenza della visita del Santo Padre in Inghilterra rivela la sua vera matrice ideologica.
Vd qui http://protectthepope.com/?p=1149
Alla base di Amnesty, purtroppo ci sono fondamenti antropologici talvolta incompatibili con la morale naturale, il buon senso e totalmente orientati al pro-choice riguardo a tematiche inerenti la vista umana nascente.
Anche la questione della Pedofilia è cavalcata politicamente e non rispettando i fatti di quanto avvenuto in bene e in riparazione oggettiva di quanto compiuto da qualcuno.
Inoculare il sentimento di sospetto verso la Chiesa cattolica e le chiese cristiane in generale pone Amnesty International come una ideologia religiosa che fa guerra al cristianesimo e non come un'organizzazione laica super partes.
Questo è infatti il motivo di alcuni anti-cattolici e alcuni esponenti "atei": una guerra di religione.
Una guerra che la chiesa non desidera e non vuole perché è molto più la laica dei suoi detrattori ma che viene fomentata da queste "teste calde" ed amplificata, per gusto maligno del prurito e del marketing, dai massmedia.
Pertanto con l'apparenza di andare contro-corrente Amnesty International in realtà è profondamente politically correct e, tutto sommato, in queste occasioni, piuttosto modaiola.

Staff di ZM

Fare Futuro

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Written by: Paul e Francesca
Category: il punto
Published: 01 August 2010
Hits: 3352
narcisismoProbabilmente il limite e la fallimentarietà della corrente Finiana è tutta qua, nella parola "Fare".
Nel primato sostanziale che questa corrente da al Fare sull'Essere, e sui suoi fondamenti, c'è tutta la contraddizione.
E' indubbio che la morale naturale, fondamento di ogni sana iniziativa sociale e politica vada, di epoca in epoca, ri-presentata correttamente per fondare un Fare politico e un fare futuro.
Cosa che, per esempio, in altro ambito, fanno i santi con il Vangelo, il quale pur essendo sempre lo stesso lo rendono attuabile e lo incarnano nella storia, in ogni epoca storica, senza stravolgerlo e depauperarlo.
Lo presentano sulla propria pelle, mossi dallo Spirito, con rinnovata bellezza.
Meglio, ne riscoprono la bellezza sempre attuale. Sono degli amanti e dei creativi; stretti, cuore, anima e corpo alla Chiesa.

Non è così per Fini e compagni dove la morale naturale, fondamento della vita sociale e politica e preambolo della cultura e del vangelo, viene stravolta, addomesticata e relativizzata, dietro una visione personalizzata del leader che, da buon relativista, incontra altri relativisti.
Il caso della Legge 40 e il caso Englaro hanno fatto da sparti acque.
Fini e i Finiani sostanzialmente rendono negoziabile ciò che negoziabile non è.
Non si capisce come alcuni cattolici, alcuni di spiccato rilievo culturale ed ecclesiale, possano fidelizzare con "Fare Futuro".
Forse si illudono ad una alternativa a Berlusconi, ma stanno vendendo l'anima ad un relativismo spinto il quale è frutto ed epilogo delle grandi ideologie passate, crollate e ora solo trasformate.

Proprio per questi presupposti Fini, in realtà, è pericoloso più del Berlusconismo e di Berlusconi; dietro "Fare Futuro", in realtà si nasconde la solita corrente prometeica travestita da benessere e resa ideologizzata. Non poteva essere altrimenti. Fini non è un imprenditore ma un politico puro ma... dimmi dov'è il tuo Cuore e la vedrò la natura del tuo Fare.

Paul e Francesca

Il delirio di Mancuso fa scaturire una ribellione fatta teologia

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Category: il punto
Published: 01 July 2010
Hits: 3117
mask-clonazione.jpg
innamorati di sé
Così cita Mancuso al termine di un suo lungo articolo su Repubblica: "... il cattolico è anzitutto colui che obbedisce al papa e ai vescovi. Se non obbedisci, non sei cattolico."
E noi rispondiamo: "Tu lo dici, Mancuso!"
Mancuso fa questa affermazione nel contesto della sua tesi di fondo trattando la sua teoria - perché di teoria si tratta - che la Chiesa Cattolica abbia inventato un sistema per garantire se stessa nella sua gerarchia con l'obbedienza.
Tuttavia l'esperienza insegna che questa affermazione è proprio fatta da qualcuno che non ha fede, non solo nella Chiesa ma anche in Gesù Cristo.
Non conosce Cristo né probabilmente lo ha mai conosciuto.
Un incontro infatti non basta.
Bisogna frequentarlo Gesù e anche assiduamente. E Gesù lo incontri e lo frequenti, compiutamente, solo nella Chiesa Cattolica.
Piuttosto, avendo Mancuso uno sviscerato quanto narcisistico amore per la sua idea di Cristo - e quindi per sé, amato e venerato sopra ogni cosa - usa questa proiezione per giustificare se stesso, le sue idee e il suo comportamento.
Non è una novità. Accade sempre così.
Quando uno affievolisce la fede, e man mano la spegne, con comportamenti e scelte lontane dal Vangelo e da Cristo... raramente smette di credere in "Gesù" (quello proprio costruito, giustificato e modellato ad arte del proprio io) ma, piuttosto, smette di credere nella Chiesa.
Questo perché in realtà credere nella Chiesa voluta da Gesù, da Pietro a Benedetto XVI, comporta uno sforzo reale di conversione e di cogliere il sussurro dello Spirito Santo che custodisce, forma e auto forma la Chiesa nel tempo.
Vuol dire avere il pensiero di Cristo e il suo desiderio.
Ma chi vuole addomesticare Dio al proprio ego sta lontano dalla Chiesa e da Cristo.
Così ha fatto Giuda di Keriot, il primogenito degli eretici, il quale ha tentato di piegare Cristo, e quanto viene da Lui, alla sua ideologia. Non si nega Gesù ma lo si piega a sé e al proprio omeblico. Questo fa l'eresia di ogni tempo.
L'eretico non fonda la propria autostima su Gesù di Nazareth morto e risorto, annunciato dagli apostoli, narrato nei vangeli e custodito dalla Chiesa.
L'eretico fonda la propria auto-stima e il proprio cammino di fede sulla propria idea "scimmiottata" da quella vera di Gesù.
Ne prende una parte e la toglie dal tutto. Costruisce un sistema, magari gnostico, che lo garantisce nel sentirsi eletto.
La vanità è lo specchio esteriore della superbia e il narcisismo è il suo corollario.

Qui il populismo di Mancuso incontra altri suoi simili che hanno preso la scorciatoia della via larga che porta alla perdizione e alla venerazione della propria narcisistica proiezione e non al volto vero di Cristo.
Un populismo narcisistico che giustifica se stesso e si innamora costantemente della propria immagine e proiezione di Dio.
Un populismo alimentato dai mass media quali la televisione, i giornali, ecc.
Un populismo che solletica la ribellione che portiamo nel cuore dal peccato originale, che solletica la vanità di sentirsi degli illuminati, che solletica il narcisismo di sentirci - finalmente - fautori del nuovo.

Ma l'obbedienza a Pietro e al Magistero è cosa troppo seria per un articolo su Repubblica dove può avere spazio solo un populismo sinistroide di bassa lega e dove la raffinatezza di animo di un laico veramente obbediente a Cristo e a Pietro e al magistero della Chiesa non trova posto.. perché non fa scandalo, non ama chiacchiericcio, né gossip, né cerca la conferma alla sua vanità.

Una cosa è certa, caro Mancuso... Francesco, il poverello di Assisi, non avrebbe mai scritto su Repubblica un simile cumulo di stupidaggini... non perché era cieco e conformista ma proprio perché ci vedeva benissimo e cercava di conformarsi solo a Gesù nel manto di Pietro.

Le fantasiose elucubrazioni dei giornalisti e degli opinionisti su Fatima

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Category: il punto
Published: 12 May 2010
Hits: 3324
Da quando ieri il Santo Padre, nel viaggio in aereo che lo portava a visitare i fratelli e le sorelle del Portogallo, avesse fatto accenno a "le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa", subito diversi opinionisti e vaticanisti, accreditati, si sono sbizzarriti nel pensare che forse su Fatima si accennava allo scandalo della Pedofilia.
Premesso che lo stupro delle coscienze con il relativismo teologico e la falsa dottrina, serpeggiante (da sempre) nella Chiesa è altrettanto grave del comportamento Pedofilo. Anzi, produce il danno delle sempre presenti ideologie immanentistiche e/o spiritualistiche che generano eresia e disumanizzazione.
Dalle parole del Papa non si evince certamente questo ma anzi il fatto che dall'interno della Chiesa vengono spesso i mali. Dovuti allo scarso cammino di conversione di noi tutti.
Nelle Sue parole il Papa, oltre che dare una definizione chiara e cristallina delle Rivelazioni private e di come esse agiscono nella psicologia e nel vissuto di chi le riceve, piuttosto annuncia una impellente necessità di fondo: la conversione.



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