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Preoccuparsi dell'Anticlericalismo? Non più di tanto.Del relativismo? Beh di questo si e non poco, soprattutto di quello che serpeggia tra i cattolici.
Del relativismo alla chetichella? Su questo occorre stare fortemente in allerta.
Con questo sistema e il complesso uso delle pressioni sulle masse, fatte dolcemente, con una tv compiacente e lobby sempre all'opera passano, incivilmente, i peggiori orrori.
Come l'aborto, l'eutanasia, l'adulterio e il concetto di "famiglie".
I rampanti neo "futuristi" di Fini, che ci tengono a pensare all'Europea - quasi fosse un vanto disgregare il valore portante della famiglia - considerano la famiglia tradizionale e naturale una possibilità accanto alle altre (vd qui )
I radicali, mai stanchi e ossessionati di liberismo, tornano alla carica con l'Eutanasia (vd qui ).
Speriamo che i cattolici, pur distanti tra loro per sensibilità politiche e operative, sappiano cogliere il valore della comunione sui valori fondamentali ed interpretare bene il comando di Gesù di porgere l'altra guancia. E cioè non in questo caso. Anzi.
Attenzione, attenzione, attenzione, al relativismo alla chetichella che desidera far apparire dei mostri come un bene desiderabile e indispensabile.... magari con la scusa - tutta provinciale - di sentirsi "europei".
Essere provinciali o meno non è questione di luogo o di spazio, ma di aderenza accorata alla Verità.
Siate reazionari e non provinciali. Altro che Europa.
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- Written by: Paul
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Si è proprio così, la malignità collettiva, l'inconfessato reato che ciascuno porta nel cuore, ha la possibilità finalmente di proiettare fuori di sé tutto il male che porta dentro. Ha trovato finalmente un capro espiatorio: il Card. Ratzinger ora Papa Benedetto XVI.
Questa tecnica proiettiva e totalmente infantile era già stata massicciamente presente con la campagna anti-pedofilia cominciata dalla BBC, passata per Anno Zero e culminata nei registi "augé" che vogliono fare l'ennesimo film verità, come Wim Wenders (vd qui).
Difesa psichica amplificata dai media (e da chi gli sta dietro) che puntano nel creare "opinione" distorcendo la realtà e fornendo un alibi alla propria e all'altrui coscienza.
Niente di meglio di un alibi reale ed esposto come quello di un Papa.
Ennesimo tentativo, guardo caso, su RAI 3, con la trasmissione "Chi l'ha visto?" dove una "candida" conduttrice, complice della scelta di redazione, in mezzo al caso Claps ci mette guarda caso il Card. Ratzinger. (VD qui a 1:27:00 e susseguenti e anche dopo lo stacco pubblicitario). Una provocazione, dice la conduttrice, per avere della risposte.
Insomma una ipocrisia bella e buona finanziata con i soldi del Canone RAI e che alimenta la sindrome di Capro Espiatorio di cui parlavamo, accresce il pressapochismo negli ascoltatori, alimenta un falso giornalismo che, dietro la parola inchiesta, sostiene e alimenta la morbosità.
La Televisione è un mezzo neutro ma in mano a certi personaggi esiste una soluzione ottima, anche se radicale, spegnerla!
D'altronde se un occhio ti è di scandalo, dice il Vangelo, cavalo.
E qui lo scandalo è proprio quello di non chiamare le cose per nome e di convolgere, impunemente, una persona esposta e indifesa, come il Santo Padre, alla caccia alle streghe e alla morbosità collettiva di trovare il male fuori di sé... tanto che male c'è... che male fa?
Caccia alle streghe, dunque, anzi caccia al Papa.
Se questo è giornalismo...
PS. Siamo cattolici ma non imbecilli; mò c'avete rotto!
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Ci chiediamo se Repubblica e i suoi editorialisti ci sono o ci fanno? Ardua domanda.L'articolo della Mafai (qui) rivela non solo una pregiudiziale e profonda ignoranza davanti al caso Galileo.
Muovendosi sui luoghi comuni inventati e diffusi di sana pianta dalla Rivoluzione francese e da quell'ideologismo sinistroide che tanto piace a Repubblica.
Ma anche volendo accreditare alla Chiesa una visione distorta sulla scienza, dicendo che la Chiesa esorta a dire "dietro ogni scienziato si intravede il Maligno "... fa un torto alla scienza stessa e a tutti quegli scienziati, onesti, che riconoscono "popperianamente" i loro limiti empirici e naturalmente i loro limiti etici. La sperimentazione senza un'etica salda è killeraggio, altro che Nobel.
Come abbiamo ripetuto sempre, in lungo e in largo, non c'è scelta umana, piccola o grande che non abbia alla base un sistema etico.
Beh, la Chiesa semplicemente dice che il sistema etico del sig. Edward non solo non le piace, ma non le piace perché asseconda una cultura pro-choice ed individualistica con "strumenti" scientifici. Poiché non basta una buona intenzionalità ma occorre un supporto etico robusto per qualificare come buona una scelta.
La Chiesa ribadisce che questo modo di procedere cosifica l'uomo e lo riduce ad una scelta individualistica e non personalistica.
Guai se la Chiesa di Gesù non dicesse questo. Sarebbe infedele.
Questo lo si capisce facilmente, basta avere la mente e il cuore sgombri da pregiudizi ideologici.
Ma la cosa più meschina di Repubblica e di certi editorialisti è che continuano dualisticamente a contrapporre scienza e fede quando questo problema per la Chiesa non solo non esiste ma non è mai esistito, neanche per il caso Galileo. Basta studiarlo. Tutta la visione positiva della scienza e della ricerca e della sperimentazione viene proprio dalla Chiesa.
Però, la realtà, è che fa comodo a Repubblica e ad alcuni personaggi indicare la Chiesa come arretrata, insensibile, dura e ottusa.. a furia di parlar male qualcuno pure si convincerà.
Beh, certamente si convinceranno quelli che hanno la mente debole o sono già predisposti ad anticlericalismo per motivi personali e, purtroppo, spesso infantili.
In definitiva chi sta facendo una vera opera di demonizzazione dell'avversario? Repubblica e tutti i direttori e gli editorialisti che procedono con il sistema di parlar male a prescindere e viceversa assolvendo la "parte di Chiesa" che invece non gli sbatte in faccia la "loro etica" e deontologica contraddizione.
Parla male, parla male.. prima o poi qualcuno ti viene dietro.
Se questo è giornalismo?....
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La visita di stato e apostolica di Papa Benedetto XVI nel Regno Unito avrebbe dovuto essere disastrosa, invece si è rivelata bella nel suo essere evangelicamente disarmata, mite e ferma nel Vangelo di Gesù consegnato a Pietro ed agli apostoli.
Le polemiche montate da un gruppo di esaltati che hanno la possibilità di nutrire la natura "gossippara" della stampa e dei massmedia si sono rivelate di paglia, inconsistenti davanti alla bellezza del Vangelo annunciato da Pietro.
L'amore umile e disarmato vince sempre; anche quando perde.
Ce lo ha insegnato Gesù con la sua vita ed il suo esempio e con le sue parole. Egli che è il Dio del terzo giorno. Del Venerdì santo, del Sabato santo e della Domenica di Pasqua.
In questa testimonianza umile e ferma, gioiosa e dal cuore grande ci attende Cristo, ci attende Pietro e ci attende, sulla via di Damasco, l'apostolo Paolo.
Sia lodato Dio per la sua misericordia verso di noi e verso il popolo, fratello, del Regno Unito.
Lo staff di ZM