il punto
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- Written by: Salvatore
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Veramente misurato l'articolo di Tornielli.
Splendido intervento del Papa che richiama specularmente la posizione pastorale di Giovanni Paolo II il quale si immerse nella vergogna di quanto commesso da alcuni confratelli affermando "noi ci vergogniamo"... quasi anche lui si sentisse responsabile di quanto compiuto da pochissimi.
Tuttavia non devono ingannare gli atteggiamenti diffusi, anche dal prurito della stampa nostrana, di "manicheismo spinto" che cerca un capro espiatorio.
Papa Benedetto XVi condanna gli atti,
si fa vicinissimo alle vittime,
chiede che la giustizia faccia il suo corso,
ma non misconosce l'aiuto anche a chi ha "mancato di fiducia".
Gli addetti ai lavori sanno che il Papa è fermo ma non abbandona il "fratello sacerdote peccatore".
Infatti anche il sacerdote che ha peccato e ha commesso "delitto pubblico" rimane un sacerdote nella sua essenza.
Il pedofilo o tendente tale è comunque, anche, una persona malata che ha conflitti di identità affettivo-vocazionale non risolti in un percorso complesso di discernimento e di auto-coscienza.
Non c'è dunque nel "prete pedofilo" solo volontà libera di compiere una nefandezza o di mancare di integrità.
Il Papa non asseconda il dualismo manicheo della cultura alla caccia alle streghe solo, giustamente, esige, per se e i suoi sacerdoti, quel minimum di integrità necessaria a veicolare il dono ricevuto della grazia, del vangelo e del ministero..
La Chiesa è l'unica che abbia una così forte auto-coscienza e un così alto senso del dovere e del rispetto non solo del dono ricevuto ma anche di senso civico.
Ogni altro commento sulla vicenda dei "preti pedofili" fatta anche da alcuni "siti cattolici" è fuori luogo e non comprende l'agire pastorale di grande Misericordia e grande ferma chiarezza di questi due grandi pontefici che lo Spirito Santo ci ha donato.
Buon lavoro e buona domenica
Salvatore
Questo commento è stato pubblicato anche sul Blog di Raffaella qui
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- Written by: Paul e Francesca
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- uno quello del senatore Paolo Guzzanti che davanti alla querela mossa dal Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna si indigna perché la figlia non viene chiamata per nome:
"In riferimento alle parole volgari e fantasiose della comica Sabina Guzzanti - si legge in una nota diramata già in tarda serata dal ministero - il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha dato mandato all’avvocato di Roma Federica Mondani per adire le vie legali nei confronti della figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti"
- altro distinguo quello del giornalista Mino Fuccillo, su raitre e rainews24 che sottolinea che il Papa Benedetto XVI è il "Santo Padre" solo per i cattolici e che l'affermazione fatta da Schifani non è stata esatta.
Bene, mettiamola così, senza giri di parole.
Sabina Guzzanti ha offeso e vilipeso duramente il papa che per tutti i cattolici è il "dolce Cristo" in terra e ha offeso e vilipeso gratuitamente, duramente il Papa, pontefice della Chiesa Cattolica e sovrano di uno stato estero.
Se ciò fosse accaduto ovunque, in uno stato estero, oppure fosse stata presa di mira una figura di spicco del mondo musulmano come sarebbe andata per la signora Sabina Guzzanti; quanti in Italia si sarebbero stracciate le vesti; quanti Ovadia e personaggi di sinistra avrebbero non solo preso le distanze ma "inondato" la signora Sabina Guzzanti di critiche, improperi, prese di posizione, sit in. Se la signora Sabina Guzzanti in nome del suo criterio malato di libertà ritiene di poter offendere il Santo Padre... rivela che della libertà non ha capito nulla; non sa né come esercitarla, né come servirla, né il valore della temperanza, ma solo quello egotico e adolescenziale del livore.
E sì, perché alla fine la "piazza degli adolescenti" in rivolta contro tutto e tutti è il vero fascismo; rosso, ma sempre fascismo.
Male, molto male il fatto che i politici cattolici non abbiano preso durissima posizione verso Sabina Guzzanti a cominciare da quelli del PD; soprattutto la signora Rosy Bindi di cui conosciamo bene i "volteggi" mediatori e cattoprogressisti.
Male, molto male che Alfano non abbia proceduto con urgenza al vilipendio della figura del Capo dello Stato e del Pontefice.
Male, molto male che Paolo Guzzanti non abbia preso dura posizione sull'atteggiamento e le parole della figlia Sabina Guzzanti, avrebbe dimostrato carattere e amore per la verità, per lo stato che serve (da cui riceve stipendio) e soprattutto sarebbe stata l'occasione per ribadire una sana desatellizzazione dalla figlia.
La realtà è che la signora Sabina Guzzanti fa la furba e la moralista con la scusa della "satira".
Furba perché si permette di offendere e vilipendere figure di importanza pubblica con il "potere" di un microfono, sapendo che il "dopo" in Italia e con queste forze politiche non può nuocerle e magari vuole pure passare da martire della libertà e della laicità.
Fa la furba spostando l'asse del legittimo e libero diritto di critica e umorismo verso un atteggiamento triviale e offensivo.
Sabina Guzzanti fa la moralista perché tratta di morale fondandosi sull'ideologia e sul gossip.
Ma peggio ancora.
Il problema non è soltanto aver sbagliato ma ostinarsi a non chiamare per nome le cose e a definire libertà ciò che è solo trivialità e volgarità gratuita.
Il problema è non volerlo capire responsabilmente.
Proprio questa ostinazione che noi definiamo di un impermeabile fascismo e di una palese immaturità umana e morale la qualifica più della trivialità volgare che lei ha usato a Piazza Navona.
Questa è un'altra vergogna per l'Italia, per il governo in carica e per il PD.
E anche per la satira.
Paul e Francesca
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- Written by: Paul e Francesca
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Come potrebbe un cattolico non risentirsi per le offese oscene e non solo fuori contesto fatte al Santo Padre, fatte al "suo" dolce Cristo in terra.
Non c'è da essere indignati ma solo consapevoli che gran parte dei presenti "ai girotondini" che si dicono cattolici sono dei fantocci politicamente opportunisti e che bisogna pregare certamente per questa poveraccia che non sa cosa significa essere comica, essere responsabile, essere civile ed essere femminile.
Ma nel codazzo di un Grillo delirante, di un Travaglio sempre più zitello, di un Colombo sempre più borghese e un Di Pietro sempre più "incartato" nella cafoneria... beh, Sabina Guzzanti ci sta proprio bene.
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