NEWYORK, 13. Un sacerdote italiano, il dehoniano Aldo Marchesini, è stato insignito alle Nazioni Unite del riconoscimento United Nations Population Award per il suo coraggioso operato come medico missionario in Mozambico. Alla cerimonia, organizzata dall’agenzia dell’Onu per la popolazione (Unfpa), ha partecipato il vice Segretario generale delle Nazioni Unite, Jan Eliasson. Marchesini, nato a Bologna nel 1941, è entrato a ventuno anni nella congregazione dei sacerdoti del Sacro Cuore (dehoniani). Dopo la laurea in medicina nel 1966 e l’ordinazione sacerdotale nel 1969, è stato missionario per la prima volta in Mozambico nel 1970, per spostarsi subito dopo in Uganda. Dopo corsi di specializzazione a Lisbona sulle malattie tropicali e ad Addis Abeba sulla lebbra, nel 1974 è tornato definitivamente in Mozambico dove ha lavorato negli ospedali di Mocuba, Songo, Tete e infine Quelimane. Per molti anni è stato l’unico medico a curare la fistola ostetrica in Mozambico, dove è stato anche rapito e imprigionato diverse volte durante la guerra civile nel Pa e s e . Nel 2003 il missionario ha scoperto di essersi infettato con il virus hiv curando i malati, ma non è voluto tornare in Italia, preferendo rimanere in Africa a curare i più bisognosi. Proprio a Quelimane è riuscito a far realizzare il primo centro in Mozambico per il trattamento dei malati di aids con i farmaci antiretrovirali. «Penso che poter lavorare con i poveri sia una delle fortune più grandi che si possano avere», ha detto durante la cerimonia di premiazione al Palazzo di Vetro.
© Osservatore Romano - 14 giugno 2014