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Rispetto per la PersonaDa Facebook di Mauro Prelli
 
La degenerazione del dibattito pubblico è questa: trasformare una reale emergenza sociale – che riguarda alcuni individui violenti – in una narrazione tossica che descrive ogni uomo come un potenziale carnefice. È un’operazione di propaganda, non di civiltà.
Dati alla mano (ISTAT): in Italia ci sono 24 milioni di maschi adulti, e negli ultimi 5 anni la media dei femminicidi è di 104 casi annuali. Crimini atroci, da condannare senza esitazioni.
Ma pretendere di attribuire a un’intera categoria umana – milioni di persone – la responsabilità morale degli atti commessi da 0,0004% di individui significa trasformare un fatto grave in un teorema ideologico.
Se lo stesso ragionamento fosse applicato a qualsiasi altra categoria sociale, verrebbe bollato come discriminatorio, irrazionale, pericoloso. Ma quando il bersaglio sono gli uomini, tutto diventa improvvisamente accettabile, anzi “progressista”.
Questo clima alimentato da certi personaggi pubblici – che campano da anni di slogan e indignazione a comando – non serve a nessuna donna e non previene nessuna violenza. Serve solo a creare paura, sospetto e odio generalizzato, un cortocircuito culturale che spinge verso la misandria e normalizza l’idea che il maschio sia “colpevole per definizione”.
E poi c’è l’ipocrisia: molte delle stesse voci che urlano contro il “maschio occidentale” non hanno nessun problema ad applaudire culture e ideologie che le donne le annullano davvero:
• sistemi che impongono il velo,
• tribunali religiosi,
• matrimoni forzati,
• negazione dei diritti civili.
Ma lì tutto tace: perché non è coraggioso, non è comodo, non è “virale”.
La verità è semplice: la violenza non ha un genere, ha un profilo. E chi generalizza fa violenza alla verità.
Ribadisco il rispetto profondo per le vere vittime e per le loro famiglie, che meritano giustizia, non propaganda.
Quello che non va più tollerato è la demonizzazione sistematica di milioni di uomini onesti, padri, fratelli, figli, che non c’entrano nulla con i reati di pochi mostri e che anzi sono spesso in prima linea nel proteggere le donne che amano.