Il Cattolico, sito di Formazione ed Informazione Cattolica

Il monologo di Pilato

Details
Hits: 5553
pilato-1.jpgLo scrittore Luca Doninelli immagina il governatore romano che, dopo il processo e la condanna di Gesù, riflette sul suo operato. E ha un ripensamento.
«Ho sbagliato, era innocente. Sono stato io a dire a mia moglie di seguirlo nel cammino con la croce e di porgergli un panno per conforto. Mia moglie mi ha detto che crede che quell'uomo fosse veramente il Figlio di Dio»
di Luca Doninelli

Pilato parla come se dovesse rispondere a un superiore in grado che, davanti a lui, lo interroga.

Sì, possiamo dire che, a suo modo, Caifa ha a cuore qualcosa. Ma questo qualcosa non è certo il popolo. (pausa) No, la frase esatta fu questa: meglio che perisca uno solo piuttosto che tutto il popolo. (pausa) Il popolo. Sa cosa ho fatto io quando mi hanno riferito questa frase? A ridere mi sono messo: a ridere. Anche lei si sarebbe messo a ridere. (pausa) Il popolo! (pausa) Lo sa lei cosa gliene frega del popolo, a quelli?

Niente, signore. (pausa) Il loro problema è che hanno il terrore, Caifa per primo, di non avere più nessuno da ricattare. (pausa)

Quell'uomo si è trovato in mezzo a un problema loro, mi spiego? A un loro problema, di cui quell'uomo probabilmente non sapeva nulla. (pausa)

O forse sapeva. (pausa)

Quello che sapevo io era che quell'uomo non aveva fatto niente. (pausa)

Beghe tra loro, nient'altro.

Read more: Il monologo di Pilato

  • 1902
  • 1903
  • 1904
  • 1905
  • 1906
  • 1907
  • 1908
  • 1909
  • 1910
  • 1911

We have 186271 guests and 2 members online